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Bagnante era una volta colei che scendeva in spiaggia a prendere il sole e, appunto, bagnarsi”, si legge in una nota stampata su un volantino realizzato dall’Azienda di Soggiorno e Turismo alcuni anni fa, “per difendersi dal caldo, per assestare la linea, o semplicemente in ossequio di una delle più felici consuetudini dell’estate. Oggi dirsi bagnante presuppone qualcosa di più, al punto che si fa lecito parlare di uno stile (estivo) di vita… Di questa è la donna che si elegge a naturale emblema, è che lei è chiamata a fare il colore di una spiaggia, a contrassegnare la caratura, a diventare insomma la signora indiscussa. Parità dei diritti maschili a parte, è fuori di dubbio che la spiaggia abbia non un re, ma una regina; e non una sola, bensì una serie innumerevole di regine oltre che di principesse”.

Un monumento dunque dedicato alla bellezza femminile, che si erge imponente ed elegante su uno scoglio di Scaramuzza, nata dall’idea del Comune e dell’Azienda di Soggiorno e Turismo guidata dall’avvocato Roberto Bontempo.

L’opera, fusa nel bronzo (presso la Fonderia Artistica Fracaro Arte di Vicenza), è stata realizzata, nel 1979, dallo scultore ortonese Aldo D’Adamo; pesa mezza tonnellata ed è alta tre metri e sessanta. L’artista ha modellato il suo personaggio in un atteggiamento naturale, ma se vogliamo, anche ambiguo, in quanto non è ben chiaro se si sta allacciando o slacciando il ridottissimo bikini, per godere, in maniera integrale, il sole e la spiaggia di Vasto Marina. Come tutte le statue soggette all’attacco delle intemperie e, in questo caso della corrosione marina, anche il nostro monumento, così come annunciato dal Sindaco Lapenna nei giorni scorsi, presto subirà un intervento di restauro per la sua salvaguardia e per l’accertamento del buon ancoraggio allo scoglio che lo sostiene.

Oltre a questo monumento, simbolo della nostra città, negli anni passati si era pensato di realizzare altre opere significative, che avrebbero rappresentato un’attrattiva turistica di sicuro impatto. Purtroppo si tratta di opere pensate, messe in cantiere e mai realizzate, come “Le quattro stagioni”, da porre nelle quattro aiuole di Piazza Rossetti, mentre alla Stazione era prevista la collocazione dell’opera “Il bacio”, titolo emblematico per una scultura che ritraeva una coppia di innamorati prima della partenza. Opere queste dello scultore Aldo D’Adamo, già autore del “Monumento all’Emigrante”, fuori Porta Nuova, e alcuni trofei che venivano assegnati come premio per manifestazioni importanti.